GIOVEDI’ TBT – PROFONDO ROSSO, Italians do it better

AH-EHM. Volevo postare questo nuovo articolo facendo finta di niente, come quegli amici che si fidanzano, spariscono dalla vista e poi ricompaiono dopo 6 mesi al solito baretto, come se niente fosse, mano nella mano con una sconosciuta, parlando solo dicendo “Noi”.
Davvero, avrei voluto molto farlo, ma la mia coscenza ha avuto la meglio e…niente, scusate, ho avuto un triliardo di cose da fare e scrivere ognuno di questi articoli mi porta via circa 3 ore al giorno per 2 o 3 giorni (tra reperire info, visionare la pellicola, prendere appunti, stendere in bella, rifare tutto perchè non va bene, riscrivere, rileggere, piangere, chiamare mia sorella in lacrime dicendo “Perchè mi hai convinta che so scrivere??? Faccio pena!”, riscrivere, pubblicare il tutto al grido di “Ma si! Tanto chi lo legge ‘sto blog??”).

Ma ricominceremo, più forti di prima. Non ci lasceremo fermare dalle avversità. #firstworldproblem

Il TBT di questa settimana deve renderci fieri in quanto italiani e farci prendere la chitarra tra le mani e Lasciatemicantareperchènesonofiero: è infatti una delle eccellenze del cinema italiano, che prima che arrivassero i Cinepanettoni aveva la sua dignità, giuro.

Profondo Rosso, il capolavoro di Dario Argento, è ancora oggi uno dei thriller meglio scritti della storia, con il giusto mix di suspance, splatter, eleganza anni ’70 e suggestioni inquietanti, dosati alla perfezione per creare un film ancora attuale e per nulla polveroso.

Ma andiamo a vedere perchè questa sera dobbiamo buttarci sotto una coperta e venire per sempre traumatizzati e deliziati da questa perla nata nella mente malata del Dott. Argento (Che ha un’incredibile mente malata, sapevatelo. Ma chi ha visto Suspiria lo sa).

VENGHINO SIORI VENGHINO!

Questa pellicola è fenomenale, perchè scava nelle nostre paure più recondite, ovvero non quelle di mostri e fantasmi, ma del male che alberga in ognuno di noi, della follia senza controllo che può diventare omicida.

Una volta mio fratello mi disse “Io non ho paura dei morti, dei fantasmi…ho paura dei vivi: loro E’ DIMOSTRATO facciano del male”. Bhe, questa filosofia un po’ tetra e estrema del terzogenito della mia famiglia (Terzogenito, sarà una parola vera?) ha un fondo di verità: a chi di noi non è mai capitato di avere uno scatto di  ira profonda animato da sete di violenza? Chi di noi non si è mai trovato alla fine di una accesa discussione con le mani che ancora tremano e un recondito desiderio di veder scorrere del sangue?? Chi di noi non si è mai stupito di quanto la nostra mente possa prendere il largo quando siamo veramente, ma veramente arrabbiati?

Ecco, Profondo Rosso gioca con queste nostre paure per mostrarci il male non controllabile, quello dello scatto di follia omicida.

La trama va via liscia come l’olio: Helga Ullman, una sensitiva, riconosce tra il pubblico il proprio assassino durante una conferenza, e la notte stessa viene brutalmente uccisa, al suono di una ninna nanna raccapricciante. Ad assistere all’epilogo dell’omicidio sono il professore Marc Daly (Il suo vicino di casa) e l’amico Carlo, e avendo intravisto l’assassino scappare nella notte finiranno per aiutare le autorità nella risoluzione del caso con l’aiuto della giornalista Gianna, principalmente per scagionare lo stesso Marc che viene considerato il primo sospettato.

Tra colpi di scena, indagini e momenti di puro terrore costruiti magistralmente solo grazie a luci e musica, l’identità dell’assassino verrà rivelata e noi smetteremo di dormire sonni tranquilli.

Non voglio dirvi altro, perchè piùttosto che rovinarvi il gusto di questo film e spoilerarvi chi sia l’assassino preferisco riguardarmi tutto lo sceneggiato di Lory Del Santo dall’inizio (Da quando QUALCUNO CHE TRALALTRO LEGGE QUESTO BLOG mi  ha spoilerato The Others sono diventata una paladina della salvaguardia delle belle trame), quindi spegnamo le luci, immergiamoci nell’atmosfera cupa anni ’70 e prestiamo attenzione a questi 5 punti:

  • Leggenda narra che l’assassino sia rivelato nella prima scena del film, riflesso in uno specchio o una cosa simile. Ora, io non vi vorrei tutti intenti a stoppare frame o cose simili rovinandovi un’ora e mezza di intreccio e suspance (come QUALCUNO ha fatto con me prima che potessi visionare The Others), vi consiglio quindi di giocare a Find Waldo maniaco omicida dopo esservi guardati il film.
    Ah, io non ho cercato l’assassino nel frame, perchè la cosa mi faceva troppa paura.
    Per farvi capire con chi avete a che fare.
  • Nonostante sia ambientato in un’unica città, Profondo Rosso è stato girato tra Roma, Torino e Perugia: se volete provare a stemperare la tensione, potete mettervi a cercare di individuare una delle tre città nelle scene in esterna. Mentre vi guardate le spalle. Con ansia.
  • LA.COLONNA.SONORA.E’.ORO.
    ORO.PURO.
    Partendo dal tema del film, ogni musica all’interno della pellicola è studiata per creare il giusto mix di ansia e raffinatezza. Le musiche furono in parte composte e interpretate da un gruppo musicale progressive Rock, i Goblin. Il punto di forza del brano sta anche nell’essere molto simile a Tubular Bells di Mike Oldfield, colonna sonora di un altro bel blockbuster da incubi continui notturni, ovvero The Exorcist.
    Ma a mio avviso la palma d’oro del terrore in questo film lo vince la ninna nanna più creepy che sia mai stata creata sulla faccia della terra, accompagnamento musicale dell’assassino, che vi rovinerà per sempre la vita. No, davvero, non sarete più in grado di ascoltare bambini che cantano, manco fosse la recita di vostro nipote.
    Non mi credete? Prego, si accomodassero:
    https://www.youtube.com/watch?v=1-bLLG5wLYg
  • Profondo Rosso è un film Eterno, e sempre attuale. Cosa intendo con questo? Intendo che terrorizza ora come 1975, perchè è costruito con un meccanismo composto da piccole bombe a orologeria che non ha età e non patisce il passare del tempo.
    Al contrario di film come La CasaProfondo Rosso non fa uso di effetti speciali spettacolari, o mostri dalla faccia gommosa: il terrore infatti è costruito grazie al non detto e al non visto, eliminando così il problema dell’avanzamento della tecnologia. Certo, non nasconde i suoi 41 anni di età, ma appare più come una Sophia Loren che come una Gina Lollobrigida, per intenderci (Vedi spiegazione sottostante)

    Invecchiare con dignità, ammettendo la propria età senza passare mai di moda
    Invecchiare con dignità, ammettendo la propria età senza passare mai di moda

    VS

    AAAAAH! EL DIABLO!
    AAAAAH!
    EL DIABLO!

    Tra 100 anni sarà ancora strafigo.

  • Il film inizialmente non fu ben accolto dagli spocchiossissimi critici italiani; Raramente fu recensito dai critici principali dei grossi quotidiani, e fu liquidato come tiepido sequel dei precedenti lavori di Dario Argento.

    Come al solito, la critica si sbagliava: il film fu un grande successo non solo al momento dell’uscita, ma anche anni a venire, costringendo tutti a fare inversione a U in austrada e ammettere la genialità e valenza cinematografica di quello che poi è diventato il successo che identifica il regista nel mondo.

    Da qualche parte una volta ho letto che “Chi sa fare, fa. Chi non sa fare, insegna. Chi non sa insegnare, critica.” Io difatti non so insegnare.

    E voi nonnine, siete ancora traumatizzate al sentire le voci querule degli infanti da allora? Che ne dite, vi va ancora di commentare insieme a me? Vi aspetto!

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