Saturday Night Heroes – Final destination: Il mistero del pullman

Per chi di voi abbia deciso che il sabato sera piuttosto che cercare parcheggio in centro sia meglio rivivere tutte le torture di “Saw” dall’1 al 5, inauguro la rubrica del sabato, “Saturday night heroes”: l’elenco dei film così brutti che non possono non essere visti, per regalare a una noiosa serata a casa il brio che merita.

Il capostipite di tutti questi film, almeno personalmente è l’indimenticabile “Final Destination”: il primo horror mai visto in grado di scatenare involontarie crisi di riso isterico.

Prodotto nel 2000 e diretto daJames Wong, questo film parte da una innovativa e promettente trama: un gruppo di ragazzi sfugge alla morte dovuta all’esplosione di un aereo per via dell’incubo premonitore di uno di loro; La morte, dalla sua, non la prende bene e decide di finire il lavoro ad ogni costo.

Con una premessa simile, il film prometteva molto bene: l’idea di non poter sfuggire alla morte neanche volendolo è ben radicata nel nostro immaginario e nel nostro ventaglio di paure, alla fine non vinceremo mai la gara contro la morte, semplicemente prendiamo tempo.

Ecco, quindi dove si perde il film? Nell’esecuzione di dette morti e nella evoluzione della profezia di Alex; Le visioni del protagonista infatti, all’inizio del film sembravano alla base della risoluzione, ma verso metà film non vengono più neanche nominate: come quando lavorando a maglia vorresti fare un maglione, ma dopo un po’ ti rompi le scatole e allora fai una presina.

Non sapremo mai perché di tutti i protagonisti proprio Alex è sensitivo, né perché questa premonizione sia avvenuta, dato che poi pare ovvio che je tocca da morì a tutti e quindi è inutile anche discuterci con la nera signora, che si sa che ha un caratteraccio.

Parlando invece della morte, in questo film è rappresentata come un vero e proprio essere senziente e dotato di un sacco di fantasia e una mente contorta: non si limita a uccidere le persone con un vaso in testa, un aneurisma o qualche fulmine, no…se la prende comoda, si diverte, ci si scervella, come a dire “Non hai voluto morire da bravo sull’aereo svenendo prima?? Bene, adesso vedi cosa ti combino.”

Una morte che sembra quelle suocere vendicative anni ’90.

Quindi ci troviamo davanti a correnti d’acqua che escono dai lavandini e si muovono senzientemente come in Blob, Il liquido che uccide o la lacrima dei Goofy Goobers nel film di Spongebob; A corde della doccia che strangolano, a coltelli che cadono in tutti i punti vitali con precisione chirurgica; A oggetti inanimati che colpiscono come se ce l’avessero con te personalmente.

Ma andiamo per gradi:

Il film inizia nel momento in cui Alex, il protagonista, ha una visione nella quale vede l’areoplano su cui si trova esplodere a 30 secondi dal decollo: preso dal panico, al risveglio prova a costringere tutti a lasciare il mezzo, ma riesce a convincere solo alcuni personaggi del tutto casuali (Vedi commento più sotto) e il fratello di Alex, il quale preferirebbe giustamente far finta di non conoscerlo.

Quando ho visto tutti i personaggi belli e raggruppati come un’ubbidiente gregge di pecore sono stata fulminata da un’improvvisa e sconvolgente realizzazione: sono tutti degli stereotipi che neanche le maschere veneziane del 500: ci sono lo sportivo, la bionda scema, la carina e intelligente, il nerd incompreso, lo scemo del villaggio e la professoressa giovane ma con tanto cuore.

Manca solo il preside con i baffoni, poi si poteva legalmente dichiararlo una replica di Bayside school

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Il cast di Final Destination, al completo.

Vengono scaricati giù dall’aereo con una famigerata pisciada (nda: calcio in dialetto Milanese) e accompagnati da una professoressa che si “sacrifica” (Irony!) e decide di rimanere in America con i ragazzi.

Mentre quelli rimasti a terra saccagnano il mago Otelma dei poveri a parole per averli eliminati dalla gita parigina, l’aereo alle loro spalle decolla e esplode, lasciando tutti a bocca aperta e Alex a gongolare in segreto.

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No ma, tranquilli, continuate a litigare

L’FBI torchia tutti quanti perchè tendono a non bersi la storia del sogno premonitore, ma li lascia andare non avendo alcuna prova (Io li avrei spediti in psichiatria, ma tant’è) e tutti tornano verso casa.

39 giorni dopo (Il 39 non ha senso, ma lo specificano per fare questa scena dei numeri e della kabbalah) il fratello di Alex (che ha un nome, ma il suo contributo nel film è tale che possiamo benissimo chiamarlo Fratellodialex) decide di farsi un bagno caldo per riprendersi dopo il Memorial in onore dei compagni caduti, ma Lemonysnicket, unaseriedifortunatieventi si trova a strangolarsi da solo con la corda della doccia.

Ho AMATO quanto la morte si sia divertita a far fuori le persone senza dimenticare la spettacolarità e l’importanza di coinvolgere anche chi le guardava: perché strangolare qualcuno facendolo ingozzare quando si può farlo dondolare dalla corda di una doccia dopo averlo fatto scivolare male in modo da finire precisamente incastrato nella corda della doccia modello cordone ombelicale??

EEE...FUORI 1.
EEE…FUORI 1.

La morte viene archiviata come suicidio e trenta secondi dopo tutti iniziano già a dire che è una tortura ossessionarsi su tutto ciò e che la vita va avanti, ma Alex, l’ostinatone, non si arrende: con Menobellamaintelligenteperfintamainrealtàstrafiga (La chiameremo Clear, che ci vene più facile. Si, hanno deciso di chiamarla come uno shampoo.) si intrufolano nella camera mortuaria dove si trova fratellodialex, perché gli obitori in america hanno le porte a apertura automatica come i supermercati.

CSI: Non so cosa sto facendo edition
CSI: Non so cosa sto facendo edition

Novelli impresari delle pompe funebri e anatomopatologi, i due si mettono a ispezionare il corpo alla ricerca di sailcielocosa, visto che sono due ragazzi delle superiori senza alcuna esperienza medica, tolte le partite a L’allegro chirurgo.

Vengono sorpresi dall’original becchino, il quale invece di consolarli gli comunica la sua teoria scientificamente provata e piena di riferimenti altamente culturali: hanno evitato la morte, e ora lei è tornata per venirseli a prendere, uno a uno, in fila per due e in ordine alfabetico

(Perché far semplicemente cadere un pezzo di aereo addosso a loro in aeroporto le sembrava troppo semplice).

E, dico io, perché non prendere per vere le parole di un uomo che di lavoro sta chiuso i uno scantinato a pettinare le bambole umane? Sembra tanto un brav’uomo!

Tralaltro, i profondi dialoghi sull’inevitabilità della morte e sul destino voluto dal signore sono così banali e piatti durante il film che potremmo vederlo in inglese, fare uno shot ogni quavolta qualcuno pronunci la parola “Fate”, ed essere in coma etilico dopo 10 minuti;

Veramente, manca solo qualcuno che con un cartello con scritto “Non si può sfuggire alla morte” passeggi davanti alla camera;

Si, OK. ABBIAMO CAPITO.
Si, OK. ABBIAMO CAPITO.

Alex si convince che la teoria del becchino sia sensata (E chi non lo farebbe, dico io!) e che qualcosa/qualcuno voglia salvarli (Loro, solo loro. Perché sono più belli), quindi vuole trovare altri segni divini utili alla loro salveza.

Ne discute con Clear, che oltre a rendere i capelli liberi dalla forfora è anche l’intelligente del gruppo, ed è quindi ragionevolmente scettica. Cerca quindi di dissuaderlo da questa sua teoria con ottimi argomenti che potrebbero essere riassunti con la seguente frase:

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Si incontrano poi con il resto dei sopravvissuti, freschi freschi dal carnevale di Venezia, e si mettono a litigare perché, quando metti il personaggio di un duro in un film, questo ad un certo punto deve attaccare rissa o lo tirano via dal film con quei bastoni uncinati che si usavano all’opera nell’800.

Litiga che ti rilitiga, la bella e scema Terry saluta tutti alla Cartman e se ne va indignata, ma non senza essersi prima fermata in mezzo alla strada a dire qualche cattiveria supplementare per aggiungere spessore dialettico alla conversazione (Perché si diceva appunto che è bella e scema).

E qui ritroviamo la mia scena preferita: la bellaescema viene tranciata di netto da un pullman che viene da una strada chiusa (O da un muro, il dibattito è ancora aperto).

Non mi credete? Riguardatevi la scena con attenzione: io e il mio focus group di alcolisti abbiamo riguardato quei frame così tante volte da saperla a memoria e rigare il DVD.

Insomma, il film è girato così approssimativamente che nessuno si è accorto che per la prospettiva filmica il Pullman non poteva arrivare da quel punto.

Ma glielo perdoniamo, perché ha una trama così forte.

 

Alex continua le sue ricerche incurante ormai del lutto per il fratello e per la ragazza che ha visto TRAVOLTA da un autobus: nulla può scalfire l’indifferenza tipica dell’adolescente medio, forse solo un litigio su twitter. Ma ai tempi di Final Destination twitter non era ancora cosa, quindi Alex può continuare indisturbato a giocare a Cluedo con le vite dei suoi amici.

La soluzione gli arriva dal telegiornale: in USA a quanto pare le news vengono scritte dalla famiglia Angela, perché in un servizio sullo scoppio dell’aereo mostrano l’esatta traiettoria fatta dall’esplosione nell’abitacolo.

Dopo aver urlato “E’ stata Morte! Nell’abitacolo dell’aereo! Con esplosione!” trova su www.piantinedegliaerei.com la piantina dell’aereo e con la sua super memoria piazza tutti nei posto giusti, scoprendo che la professoressa, Ms Lewton, è la prossima. Prova a avvertirla della cosa ma la donna, in procinto di trasferirsi, ormai alcolizzata e disperata, chiama l’FBI e lo fa portare via perché questo fatto che le abbia salvato la vita proprio non le va giù.

Rimasta sola in casa, iniziamo a capire che sta arrivando il suo turno perché la telecamera inizia a inquadrare sospettosamente coltelli, cavi esposti, barre d’uranio, baionette, killer di altri film.fd-7

Dopo averci lasciato a scervellarci per cercare di capire come si divertirà a sto giro la morte, che dopo la storia del Pullman IS ON FAIAH e non la si tiene su e saltella in giro come una pazzapazzapazza su una terrazza, finalmente completa la sua opera facendo impalare la professoressa da un coltello che cade per via di uno strofinaccio da cucina che scivola senza un motivo specifico.

Ma per essere davvero davvero certi sia morta, la casa esplode, DAVANTI A TUTTI I SOPRAVVISSUTI CHE SI ERANO TROVATI PROPRIO IN QUEL MOMENTO TUTTI DAVANTI A CASA DELLA PROFESSORESSA.

In questo film i personaggi si trovano sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato senza una spiegazione logica: Quale genitore non lascerebbe scorrazare in bici il proprio adolescente a mezzanotte in periferia, mentre tutti i suoi amici cadono come mosche?

Alex spiega ai pochi rimasti la sua teoria della morte con l’OCD, e bullomuscoloso scopre di essere il prossimo, così decide di prenderla sul personale e parcheggia l’auto con cui stanno andando in giro senza senso di notte sulle rotaie, per bho? Rendere la vita più facile alla morte? Non so, qui iniziamo a perdere un po’ il senso del film e anche della nostra intera esistenza.

Bullomuscoloso e le sue idee geniali
Bullomuscoloso e le sue idee geniali

All’ultimo bullomuscoloso usa il più atrofizzato dei suoi muscoli, il cervello, e decide di scappare dall’auto, venendo salvato all’ultimo secondo dall’impatto con il treno.

Non facciamo in tempo a riprenderci dall’assurdità di tutto ciò che una lamiera impazzita decapita buffone, proprio mentre era li a dire a tutti di allontanarsi da quell’altro che porta sfiga.

Qui Alex esce il pallottoliere delle grandi occasioni e ci spiega tutta la sua teoria della morte che se intervieni e urli “Arimo!” toccando la casa ne salta uno, ma che dato che lui aveva fatto uno scambio di posto con due ragazze nella sua visione, calcolando la radice cubica della derivata dei mesi con giorni dispari, è EVIDENTE che non tocchi a lui ma a Clear.

Ora io ci tengo a ricordare a tutti che lui stava avendo delle visioni, che qualcosa o qualcuno sembrava tentare di salvarlo, di cui, per la #teoriadellapresina, tutti sembrano essersi COMPLETAMENTE DIMENTICATI.

Si lancia a salvare Clear, la quale è incastrata nella sua auto insieme a una tanica di benzina, il dinosauro cattivo di Jurassic Park, Hitler e una decina di specchi rotti.

Ovviamente la salva, e i due scappano giusto in tempo perché l’auto esploda.

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Lui ha un mezzo sorrisino, perchè dopo che l’ha salvata, sa che c’è n’è.

Sei mesi dopo, Alex Carter e bullomuscoloso arrivano finalmente a Parigi, avendo finalmente risolto tutti i trauma della loro vita come se non fossero mai esistiti.

Chiacchierano felici di come siano scappati alla mortem entre tutti I loro cari marciscono all’inferno, Alex si accorge di non aver riportato l’1 quando è andato a capo nel fare l’equazione della Morte, e proprio mentre inizia ad accorgersi che la morte non lo ha mai saltato (Una volta salvata Clear si è scordato che fosse il suo turno, perché la giovane gli aveva fatto capire che ce n’era).

Casualmente, proprio mentre lui inizia a realizzare questo lievissimo dettaglio improvvisamente, sempre per la #teoriadellapresina, ricomincia ad avere delle premonizioni, e l’intera Parigi diventa una specie di percorso a ostacoli dove l’arrivo è l’aldià, con il suo culmine in un’insegna che si scaglia contro Alex.

Ma mentre noi urliamo “Vai Morte! Finisci il lavoro che devo andare a svuotare la lavastoviglie!” bullomuscoloso interviene per salvare Alex, venendo quindi fatto fuori in quanto la nera signora, finita la pausa caffè di 6 mesi, decide di finire il lavoro in ordine, per benino.

L’insegna si schianta su belloemuscoloso, i due ragazzi si fissano terrorizzati e da lì lo schermo va a nero, e il messaggio che ci era stato urlato fin dall’inizio torna, a sorpresa, non so se vi fosse chiaro ma: NON SI PUO’ SFUGGIRE ALLA MORTE.

Inoltre, è una morte che sa cosa voglia il suo pubblico e ama accontentarlo, come i rockers che fanno finta che il concerto sia finito ma escono dalle quinte a 600 all’ora non appena I fan iniziano a dire “AN-CO-RA!”.

Di seguito, un utile riassunto di tutte le meravigliose opere della Nera Signora nel film

Ed è tutto ciò che ci viene detto da questo film, nulla di più, nulla di meno.

A parte tutta una serie di morti originali quanto scientificamente improbabili e un quintale di luoghi comuni, il film è un ammasso di momenti di finta suspence cuciti insieme da una trama labile e piena di buchi, domande irrisolte, e temi non trattati del tutto.

Ma se la prendete con la giusta ironia e leggerezza, il vostro sabato tra le risate è assicurato.

Ed ora è il Vostro momento nonne: cosa ne avete pensato? Che errori avete trovato? Vi siete trovati dalla parte della morte verso fine film nella speranza che li faccia fuori tutti e possiate ricominciare a leggere la Gazzetta?

Commentate, commentate!

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One Comment

  • Dr. Dealgood

    Lo ricordo con affetto perché è stato uno dei primi casi di pubblicità ingannevole applicata al cinema di cui abbia memoria. Me la ricordo ancora la pubblicità: schermata nera e testo “Il film che ha terrorizzato gli Usa. Ecco alcune reazioni del pubblico.” e si vedeva il pubblico che strillava, si copriva gli occhi, distoglieva lo sguardo, con in sottofondo rumore di oggetti affilati volanti e rumore di membra smembrate (un po’ come i video di oggi su youtube con le reazioni a Game of Thrones).
    Ora, immaginate al tempo la mia reazione da sbarbatello con più capelli che sale in zucca ad uno spot così: aumento della salivazione e soldi pronti per il biglietto. Immaginate poi la mia cocente delusione all’uscita dalla sala. Ho passato settimane a chiedermi come facessero gli americani a farsela addosso per una roba del genere.

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