SUPERCLASSIFICAFRIDAY: SUE ELLEN’S DRINKING TEAM PARTE III – LE SBRONZE CINEMATOGRAFICHE VINCONO ANCORA (Dal 3° al 1° posto)

 

Ed è così cari amici, che si conclude il nostro viaggio nel mondo delle ubriacature innocenti e dello giampagnperbrindareauningondro. Ma non temete, faremo altre superclassifiche, il cinema può darci ancora altre pessime lezioni di vita!

Concludiamo il nostro round up con le ultime 3 tipologie di intossicamento molesto, pronti?? Via!

AL 3°POSTO – LA SBRONZA TRISTA SEGUITA DA SPROLOQUIO: THE SHINING

The Shining e la sbronza epica di Jack Torrance non potevano che avere un posto sul podio di questa classifica per scappati di casa, perchè nulla può superare uno scotch versato da Lloyd in persona.

Ah, Lloyd. Chiunque di noi abbia visto shining sa di che parlo. Lloyd, il silenzioso e comprensivo barista fantasma che nulla fa se non darti ragione, e versarti da bere. E ubriacarti a spese di una serie di fantasmi che vogliono tu uccida tua moglie e tuo figlio.

Questa, infestazioni paranormali a parte, è la sbronza di cui tutti siamo stati tutti vittime; che sia davanti a un barista accondiscendente o a un amico più ubriaco di noi, a tutti è capitato di sfogare una situazione stressante con dell’alcol di dubbia provenienza fino all’invevitabile discorso filosofico sbrodolante nel quale vengono affermate, con assoluta certezza, cose che il mattino dopo ci faranno svegliare con la voglia di fare 6 docce, confessarci alla prima chiesa disponibile, cambiare identità e stato e ricominciare una nuova vita in un paese della bassa padana composto da 10 anime.

Una delle cose che preferisco di questa scena è il fatto che lui sia così folle, che quando si trova davanti un barista in un bar che dovrebbe essere chiuso, vuoto e abbandonato non fa una piega e ordina. E’ esattamente in quel punto che si inizia a capire che forse non è solo lui ad essere pazzo, è anche l’albergo a essere cattivo. Inoltre, questa scena mi ha sempre fatto pensare che se io mi trovassi davanti a un barista fantasma, probabilmente, alcolizzata come sono, ordinerei comunque.

AL 2° POSTO – LA SBRONZA PARANOIDE: JAWS 

“The indianapolis speech”, il monologo nel quale Robert Shaw racconta il motivo per cui odia tanto gli squali, è uno dei monologhi più famosi della storia del cinema. Ed è anche al secondo posto, perchè cosa meglio descrive lo stato alcolico se non uno sproloquio che mette tutti in imbarazzo?

E’ interessante sapere che il monologo sia stato inserito più tardi nello script, principalmente per motivare il comportamento di Shaw nel film (Altrimenti tutti si sarebbero chiesti come mai quel burbero ex-marine alcolizzato abbia scelto di rischiare la vita per far fuori uno squalo grosso come un’auto); Il monologo è stato più volte ritoccato da vari scrittori, ed infatti è un esempio di arte scrittoria e interpretativa che i Vanzina se la sognano.

Ma, in soldoni, che succede? I 3 protagonisti del film si trovano su un peschereccio in legno Ikea, e sanno che il giorno dopo dovranno affrontare lo squalo che sta terrorizzando la baia, e farlo fuori o morire provandoci.

La nottata è quindi, comprensibilmente, insonne e lievemente carica d’ansia.

Per passare il tempo e stemperare la tensione (che ormai si taglia con il machete), decidono quindi di impiegare l’antica tecnica marinaia del “Scolati anche le tue stesse lacrime”.

La tecnica, in realtà, sembra funzionare: dopo una bottiglia di whiskey i tre iniziano a fare più amicizia, si rilassano, scambiano anche qualche battuta…finchè il vecchio Marine decide di far fuori con un colpo secco alla testa la conversazione e il buon umore raccontando del giorno in cui lui e un altro migliaio di soldati sganciarono la bomba di Hiroshima E! furono millesimati (decimati era troppo poco) da uno sciame di squali dopo che i loro velivoli erano stati abbattuti.

Nella dinamica del film questa scena è perfetta, è il fulcro. Ti fa venire voglia di alzarti, mollare tutto e andare a sparare a tutti gli squali del pacifico.

Ma nella vita vera, quando succede è uno strazio.

E’ capitato a tutti, con l’amico appena divorziato, lo zio Ottuagenario che ha fatto la guerra, l’amica depressa, il conoscente nostalgico del Regime…la serata sembra andare molto bene, il vino scorre e la conversazione anche, finchè loro decidono di raccontare nei più minuziosi e deprimenti dettagli una storia tristissima e recente, accaduta a loro, decapitando un qualsiasi futuro tentativo di fare festa e facendo scappare l’allegria dalla finestra.

A quel punto una nube nera entra solenne nella stanza, rabbuia l’habitat e fa piovere sul tappeto nuovo, tutto mentre noi e il resto della cumpa fissiamo cupamente il nostro bicchiere che ci è passata anche la voglia di bere, ci è passata.

E così, mentre il guastafeste conclude dicendo “Ma va bhe, ormai è stato una vita fa, l’ho TOTALMENTE superato”, noi siamo li a sperare che dalla nuvola nera spunti uno squalo alla Sharknado e ponga fine alla sofferenza di tutti.

AL 1° POSTO – LE SBRONZE: WOLF OF WALL STREET

Ah, “Wolf of wall street”. Questo film mi ha fatta innamorare a prima vista. Questo film è l’emblema di come qualcosa di sbagliato, politically incorrect, immorale e crudele possa essere rappresentato come intrigante, divertente e persino positivo.

Chiunque di noi l’abbia visto (E per chi non l’avesse visto, sapete già l’antifona. ANDATE A VEDERLO ORA. RAUS.) non può che ver tifato per Jordan, e aver sofferto nel vederlo compiere la sua discesa agli inferi.

Ma, voglio dire, lui ha TRUFFATO MILIONI DI AMERICANI. Ricchi, poveri, medi…dovremmo odiarlo, e invece no. La sua vita fatta di sbronze epiche e uso di droghe illegali e malsane ci appare divertentissima, arriviamo persino a trovare la moglie una bacchettona e l’agente Denham un viscido schifoso traditore.

Ma torniamo a bomba.

Questa tipologia di sbronza è quella letale, quella che non tutti noi abbiamo provato e che non proveremmo forse più di 3-4 volte nella vita, ovviamente in giovane età (A 30 anni dopo il secondo giro di Amaro Pometto a Pizza AM iniziamo già a sentire acidità di stomaco).

Una precisazione: penso e mi auguro che nessuno di noi si sia dato alle droghe pesanti, all’uso di quaalude degli anni ‘80 e all’abuso di medicinali da prescrizione.

Ma chi di noi in giovane età non ha passato serate acidogene a base di cocktail preparati mescolando i fondi di bottiglie di Alcool acquistate al Lidl, con una gradazione alcolica misurata in ottani??

Chi di noi per caricare una serata senza brio non si è dato all’uso di shots fatti con “Vodka dello zar”, “Rum dei Caraibi” e vino marca “Vino Rosso” (Esiste, giuro.)??

Adesso facciamo tutti i precisini, chiediamo Gin Tonic con il cetriolo, il gin mare e il rosmarino, ma un tempo quando si andava in discoteca e i soldi erano pochi, la serata andava avanti a ginjackecointreau per ottimizzare il costo pro capite del cocktail e andava bene così.

Incuranti della nostra salute proprio. Devo scrivere questo pezzo bevendo citrosodina, ho già acidità di stomaco.

Ed è così pieno di sbronze epiche che per questo film vi vornirò ben 3 (tre!) clip

Ed è con questa settimana che con un po’ di tristezza concludo il primo girone di super classifica Friday: sarà che l’argomento mi sta molto, molto a cuore, ma credo che non sarà la prima classificona di questo blog.

E ora scusatemi, devo andare a giocare alla Better che l’80% delle mie nonnine farà la fine di Jack Torrance  e me lo racconterà nei commenti.

A presto nonnine!

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