SUPERCLASSIFICAFRIDAY: SUE ELLEN’S DRINKING TEAM, LE MIGLIORI SBRONZE CINEMATOGRAFICHE

Amici, nonne, nonni.

E’ venerdì, e dopo una settimana di lavoro alcuni di noi si avvicinano con gioia al week end.

Se siete come me, alle 9 del mattino inzierà un lento processo mentale atto a sostituire ogni pensiero nella vostra testa con la scritta “SPRITZ” a luci led, e a fine giornata travolgerete tutto quanto si trovi tra voi e l’agognato aperitivo.

Il programma del week end sarà semplice: Introdurre nel vostro corpo una quantità tale di alcol da creare remake alcolico del diluvio universale nel vostro cervello, con piogge di Aperol e acquazzoni di gin tonic, salvando sull’arca giusto i vostri dati anagrafici base e i nomi dei vostri cari.

Il cinema, si sa, ci è da sempre ispirazione e modello: e non parlo delle sbronze colossali e a tratti “Esagerate” (Come Notte da Leoni,  o Notte brava a Las Vegas), dove accadono cose che [MI AUGURO!] difficilmente si avvicinano alla normale esperienza dello stato di ebbrezza non letale.

Parlo di momenti di genuino alcolismo passeggero che tutti noi abbiamo provato nella vita, quelli di cui ci pentiamo amaramente il giorno dopo ma che creano i migliori racconti.

Dopotutto, nessuna bella storia iniza con “L’altro giorno stavamo bevendo una tisana”.

Inizia quindi da questo venerdì la superclassifica delle sbronze cinematografiche che più ci sono state di esempio, che più ci hanno divertito, che ci hanno ricordato che forse forse non è il caso di bere due campari soda in una volta, perchè poi possono accadere cose (Cose che non ricorderemo. Non che ci sia mai successo. Due settimane fa.)

La classifica durerà tre venerdì, per alcuni semplici motivi:

  1. Inserendole tutte in una volta ne sarebbe uscito un post lungo milioni di miliardi di eoni cubici e sareste entrati in tranche come i dervisci intorno al 5° posto
  2. E’ una classifica “in divenire”: ho già una mia idea dei 9 migliori ovviamente ma sia mai che qualcuno di voi abbia visto proprio il film che a me mancava.
  3. Volevo farla così.

Non indugiamo oltre, pronti per i vincitori? GOGOGOGO!

AL 9° POSTO – LA SBRONZA MANCATA: CAPTAIN AMERICA

La prima volta che vidi Capitan America fu al cinema, e in una scena il poverino, dopo aver vissuto dei momenti traumatici, dopo essersi giustamente scolato un pallet di bourbon raccontò tristemente all’agente Peggy Carter di come non potesse più ubriacarsi a causa del mutamento delle sue cellule.

Ricordo che, al pronunciare della frase “Non riesco ad ubriacarmi”, l’intero cinema di provincia si riunì in un “GASP!” da film con tanto di mano sul petto tipo così

9-7-sbronze

Lungi da me inneggiare all’alcolismo, ma ci sono dei momenti in cui un lieve intontimento è quantomeno consigliato. E cosa succede se siamo alla fiera bio-vegana del mangiare sano? Al compleanno di un cugino di 11 anni a cui siamo stati costretti ad andare da nostra madre? Su un aereo con estreme turbolenze dove un sorso di vodka costa più del biglietto aereo stesso?

Proprio in quei momenti in cui avremmo più bisogno di essere mortalmente intontiti, proprio li, neanche una goccia di tintura di propoli. Ed è in quei tristi momenti che i postumi della sbronza non solo non sembrano poi così male, ma quasi ci mancano.

In assenza del vero video della mancata sbronza di Captain America (che non esiste nell’internet), prego godetevi un video nel quale provano a capire se potrebbe mai ubriacarsi. Grazie per aver scelto di volare con Air Espertonidicinemone.

ALL’8° POSTO – LA SBRONZA LIEVE MA CONTINUA: BIG LEBOWSKY

Questa tipologia di sbronza (A meno che non siamo dei freeloaders, dei contadini del bresciano, o una desperate housewife) è riservata alle settimane di vacanza in forma All Inclusive (O “ALINCLUSSSS”, come lo pronuncia mia madre), ai week end lunghi e ai matrimoni al sud.

In questo periodo siamo proprio come “The Dude”, mai del tutto ubriachi, ma neanche mai del tutto sani.

Viviamo in un perenne stato di grazia, con un sorriso ebete stampato in volto, l’occhio semi chiuso, e la vocetta che inizia a essere stridula.

In questo stato, devo dire, si fanno le migliori esperienze e le migliori chiacchierate alcoliche; Si è abbastanza sani da agire e ragionare, ma non abbastanza da avere rimorsi o perdersi il divertimento.

Si è, per fare un esempio, abbastanza inebriati da parlare con lo/a sconosciuto/a vicino/a di tavolo per organizzare una nuotata tra gli squali il giorno dopo (Che falla, da sano/a, se hai il coraggio!), ma non abbastanza da far vedere a tutti che sappiamo ancora fare la verticale contro al muro come a 18 anni.

Non la sapevamo fare neanche allora comunque.

Ne eravamo solo convinti.

Perchè eravamo ubriachi.

AL 7° POSTO – LA SBRONZA CON FIGURACCE: BRIDGET JONES

La cara Bridget meriterebbe una menzione anche nella categoria “Sbronze solitarie” per il pluripremiato (Da me, premiato da me.) momento nel quale, ubriaca e in pigiama discutibile, canta “All by myself” cantandosela e suonandosela da sola. Una scena epica e iconica, per chè siamo stati tutti delle Bridget e dei Bridgetti.

Ma il film (e se l’avete letto, anche il libro) è costellato di momenti in cui la Bridgettona InterNazionale, al terzo giro di Chardonnay, da il meglio di sè incurante di chi possa vederla.

E questi siamo noi ragazzi. Siamo noi quando decidiamo di prendere possesso del Karaoke ai matrimoni, quando raccontiamo la nostra vita al tassista che ci sta riportando a casa dai Magazzini Generali, quando siamo convinti di sembrare sobrissimi al McDrive ma in realtà abbiamo appena ordinato strascicando 3 mcmenu e 1 milkshake grande e siamo soli in auto.

In una scena, Bridget canta “Can’t live” ubriaca al karaoke della festa aziendale, con in testa dei bastoncini da cocktail e un pubblico di colleghi intossicati impegnati a ballare una musica che si trova solo nella loro testa; E’ una scena di pochi secondi, non particolarmente importante per l’evoluzione della storia, ma è una scena che non solo ci rimane in testa, ma anche una di quelle che ci fa ridere di più di tutto il film. E perchè?

Perchè è estremamente credibile e relatable.

Perchè è probabile ci sia accaduto la settimana prima.

Perchè è probabile ci ri accadrà.

 

Bene, direi che per questo week end la nostra classifica ci ha dato sufficienti spunti! Aggiornatemi: Quali scene vorreste vedere nella classifica? A quali vi ispirerete?

Scrivetemi nonnine!

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2Commenti

  • Dr. Dealgood

    Non è propriamente una sbronza, ma può contare la bevuta al The Gold Room all’Overlook Hotel? Tutti abbiamo incontrato un barista che ci ha dato cattivi consigli. Magari non cattivi come fare una corsa con ascia in pieno inverno, ma di quelli che la mattina dopo ti svegli chiedendoti chi te l’ha fatto fare di finire la serata con tre giri di amaro.

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