CINEMA D’ESSAI BOOTCAMP: COME AVERE INDIETRO 2 ORE E 40 DELLA TUA VITA

 

Nella lunga strada che porta alla Conoscenza cinematografica conlacimaiuscola, è importante avere un’infarinatura omogenea, conoscere diversi stili, essere informati sulle ultime tendenze ma anche sfracassarsi gli zebedei con film di grande qualità ma poco appeal, con proiezioni tenute in polverosissimi cinematografi d’essai che sanno di muffa e nei quali non vi consiglio di acquistare i pop corn. Ed è per questo motivo anche a noi nonni tocca chinare il capo e dire: “Ch’aggià fa, andiamo a stu cinema d’essaje”.

E allora, che fare quando venite trascinati a vedere l’ultimo film di autore ucraino morto suicida il mese prima e proiettato quindi per tutto il Milano Film Festival??

Partiamo da un presupposto: Io non penso esistano film brutti. Io penso che ogni storia abbia diritto di essere raccontata, che per ogni persona che narra un’avventura ve ne sia quasi sicuramente un’altra che ha voglia di ascoltarla. Io penso che il cinema, in quanto arte, sia del tutto soggettivo: ciò che è bello per qualcuno, è disgustorama per qualcun altro.

Ciò non toglie che 25 minuti di piano sequenza su un campo vuoto a novembre per seguire da lontanissimo un bambino con un cappotto grigio che lancia un bastone a un cagnolino tisico sia oggettivamente di una noia ingestibile.

E per casi disperati, ecco i 10 punti per sopravvivere al film d’autore.

PUNTO NUMERO UNO: Eat your feelings: in questo caso, LA NOIA.

Assicuriamoci di avere con noi qualcosa da mangiare (per la teoria dei pop corn di cui sopra), ovviamente non troppo rumoroso, non vorremmo di certo rovinare la concentrazione. La frutta è un buon esempio. Ma  per evitare il rischio di sporcare in giro e rovinare il bel cinema d’essai costruito in un ex fabbrica di bambole che non viene pulito da allora e porta ancora pezzi di arti di plastica in giro, meglio della frutta frullata. Come l’uva. L’uva frullata.

Vino, portiamo del vino.

Il giusto apporto di frutta, sempre con te.
Il giusto apporto di frutta, sempre con te.

PUNTO NUMERO DUE: Siamo tutti un po’ doppiatori

Nei lunghi momenti di silenzio carichi di tensione, possiamo immaginare un ipotetico dialogo tra le parti, possibilmente con le voci di “Kermit la rana” o con le voci che avevano gli animali doppiati a Paperissima. E poi ridiamo da soli, che ci frega.

PUNTO NUMERO TRE: The winner takes it all

Possiamo giocare a “Trova rosso” con il nostro ignaro accompagnatore: ogni volta che appare un oggetto rosso, basterà sussurrare “Rosso!” e darsi un punto su una lavagnetta.  Questa tecnica non prevede che il nostro accompagnatore sappia che stiamo giocando a questo gioco.

Fatti suoi, intanto siamo 7 a 0.

PUNTO NUMERO QUATTRO: Il sensitivo

Leggiamo di nascosto il riassunto dettagliato della trama su Wikipedia, per poi fingersi veggente, ad esempio : “Vedrai che lei adesso se ne va, anche se non sembra.”

Fissiamo lo sguardo rapito del tuo aguzzin…eACCOMPAGNATORE e sospirando sussurriamo: “Riconosco quello sguardo nei suoi occhi, lo hanno fatto anche a me.”

Fingere di piangere vale.

Vale anche l'uscita del cinema in stile mago Otelma.
Vale anche l’uscita del cinema in stile mago Otelma.

PUNTO NUMERO CINQUE: Aumm Aumm

Fingiamo di vedere dei dettagli specifici che rendano chiaro un fantomatico messaggio dell’autore  mandando a male il nostro interlocutore:

“Hai visto il colore dell’auto? Eh eh furbetto il regista. “

“Ah! l’ha fatto di nuovo! Hai capito no? Bhe, io non ti dico nulla, figurati se non ci arrivi da solo.”

Godiamoci poi con gioia lo sclero di tutta la sala nel tentare di scoprire l’arcano: 10 punti in più se qualcuno finge di aver capito e annuisce.

PUNTO NUMERO SEI: Mindfulness

Lo stress di tutti i giorni non sarà più un problema, perchè oggi sperimenteremo la meditazione: durante i lunghissimi momenti statici, fissiamo un punto sullo schermo e cerchiamo di eliminare ogni pensiero dalla testa (Giuro, la meditazione di base è questo: so che sembra una vaccata ma dicono funzioni).

Senza contare che la faccia da tordo che faremo tutto il tempo ci farà sembrare concentrati sulle disavventure di zio Vanja, l’umile e umido protagonista.

Sopra, la vera faccia del tordo.
Sopra, la vera espressione del tordo.

PUNTO NUMERO SETTE: Chi fermerà la musica?

Una scena ci annoia? Creiamo la nostra colonna sonora personalissima, per renderla più vivida. Vale qualsiasi genere, dal metal durante le scene di combattimeto alla disco anni ’70 mentre lavano i panni al fiume. 

Punti fragola in più se ad un certo punto siamo in grado anche di canticchiarla a mezza voce.

La musica ci salva, anche questa volta.
La musica ci salva, anche questa volta.

PUNTO NUMERO OTTO: Labiali

Se il film è doppiato, proviamo a leggere il labiale dei protagonisti.

Tanto, dicono 3 parole ogni 10 minuti, di media.

PUNTO NUMERO NOVE: I Rovinafamiglie

L’ingrediente principale di questa tecnica è  una coppia: lLa più hipster, irritante e pretenziosa della sala. Solitamente le coppie che rispondono a questo requisito presentano caratteristiche quali : capelli raccolti in una crocchia volutamente altissima e disordinata che non ti permette di vedere lo schermo, tinte d’ensemble che vanno dal giallo senape al marrone fango, e occhiali da sole anche al buio.

Una volta individuati, iniziamo a fissare uno dei due, incessantemente, con aria terrorizzata. Non appena ci accorgiamo di essere stati notati, iniziamo a fingere di guardarci attorno e di non volere far notare che li stiamo fissando. Poi ricominciamo a fissarne uno dei due.

Ripetere il tutto una decina di volte, poi possiamo semplicemente goderci le conseguenze.

PUNTO NUMERO DIECI: Spacciatore di appunti

Prendi appunti dettagliati e poi vendi il riassunto a studenti di critica cinematografica che non hanno il tempo per visionare tutti e 107 i film inclusi nella loro tesi “La dispersione del sè nel postrealismo neomoderno ucraino: mito, o sintomo di una rivoluzione sociale?”, di cui si vanteranno per i 20 anni a venire con i loro colleghi dietro al bancone di Mc Donald’s.

O anche, che so, per esempio…ehm…a bloggers che hanno un blog sul cinema ma hanno anche un lavoro a tempo pieno e non hanno proprio tempo di vedersi tutti tutti i film che esistono al mondo.

Non io eh.

Sto chiedendo per un amico.

 

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4Commenti

  • DR. DEALGOOD

    “PUNTO NUMERO CINQUE: Aumm Aumm”
    Citando una vecchia serie degli anni ’90 : “That’s the evilest thing I can imagine”

  • Tonius

    Ihihihih
    Non sono mai stato a una rassegna di film d’autore, ma se dovesse capitare l’occasione saprò fare tesoro di questi preziosi consigli 🙂

  • Leo

    Concordo con Dr. Dealgood, il cinque è di una perfidia stupenda! Amo però il punto 3 e l’1… Soprattutto se li si mette insieme! Tipo un chupito per ogni morto in Gangs of New York!

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