LA CORAZZATA POTEMKIN, E’ DAVVERO UNA CAGATA PAZZESCA?

 

Inizia oggi la prima recensione dedicata ai giovedì “Throwback Thursday”: andremo a ripescare dei classici del passato per capire se abbiamo fatto bene a distruggere tutti i record di candycrush a lezione di cinema classico o se forse forse, sarebbe valsa la pena stare attenti.

Per ovvie ragioni sentimentali, il primo grande classico che viene qui esaminato è l’intramontabile corazzata Potemkin.

La prima domanda che mi sono sempre posta, parlando della corazzata Potemkin, è : Ma in italia, qualcuno avrebbe mai saputo dell’esistenza di questa pellicola prima della leggendaria sceneggiata di Fantozzi? No, seriamente, me lo sono sempre chiesta.

Alla fine, studenti di cinematografia a parte, dubito che nessuno di noi sia interessato a questo mockumentary del 1905 ordinato da Lenin in persona come “documentario” propagandistico per celebrare il ventennale dei moti rivoluzionari bolscevichi; E’ sì considerato uno dei pilastri della cinematografia, ma è sempre e comunque un film muto dell’inizio del XX secolo ambientato nella russia Zarista, per dire.

E qui noi si è gente che sa a memoria “Il Ciclone”, per dirne un’altra.

La verità è che no, nessuno di noi se non costretto da una pistola o da un professore di cinematografia con i baffoni si metterebbe a guardare un film del genere. Piuttosto le repliche dei simpson.

Quindi, Fantozzi a parte, mi sono sempre chiesta se questa pellicola, che io visionai alla scuola del cinema ennemila anni fa, possa essere apprezzata anche da un pubblico “moderno” o se la storia della cagata pazzesca abbia un senso.

La pellicola è di qualità, soprattutto per il tempo (non lo avevano Neflix allora, non potevano neanche perdersi nel lato oscuro di Youtube finendo a guardare filmati di delfini che scelgono pesci decapitati come sex toys); aveva immagini molto forti e incisive: ad esempio la scena della carrozzina (In cui una carrozzina abbandonata con un neonato al suo interno prende velocità giù per la scalinata di Odessa verso morte certa), o la scena della fucilazione di una donna che corre incontro ai militari con in braccio un bimbo ferito chiedendo inutilmente pietà, che avviene sempre sulla stessa scalinata.

(Insomma, il trucco lo avete capito: Per vivere bisogna stare lontani dalla scalinata di Odessa).

Inoltre, il montaggio era molto serrato, per creare ansia e movimento; Ėjzenštejn montò infatti in sequenza oltre mille inquadrature in uno spazio massimo di tre secondi una dall’altra, intervallate da didascalie molto brevi e poco esplicative, per aumentare la suspence. La storia raccontata poi, era di profondo interesse comune, ed è quindi facile capire perchè riportata nel suo habitat naturale la pellicola sia un capolavoro d’altri tempi che qui potrebbe essere equiparata a film come “12 years slave”.

Vale la pena quindi spararsi 67 minuti di bianco e nero, musiche al limite del paranoide e didascalie sgranate così, aggratis, solo per il gusto di?

Oppure la chiudiamo qui all’urlo di

Corazzata Potemkin 1

In realtà, e qui mi spiace deludere i fanatici del mitico Fantozzi (Tra cui mi includo fiera), il film non è male anche per un pubblico di “non addetti ai lavori”; Certo, non è un film dei Vanzina, richiede molta attenzione, e viene più apprezzato come opera d’arte che per la trama.

Ma resta uno dei film più premiati della storia, con un montaggio che se lo ricordeno ancora oggi e uno stile narrativo rivoluzionario per i suoi tempi.

Quindi il mio consiglio è di guardarlo, magari organizzando un cineforum ignorante con gli amici, se proprio temete la noia facendone anche uscire un drinking game (Uhm, dovrei iniziare a farlo qualche bel post con drinking game.)…

Come sempre, per aiutarvi ad uscirne vivi ecco alcune linee guida e curiosità per godervi la visione:

  • Scrivere giusto Corazzata Potemkin al primo colpo è fisiologicamente impossibile. Scriverete “Potenkin”, “Potekmin”, “Potiomkin”…e poi farete ctrl + alt + canc da Wikipedia. Questa non è una curiosità, è una triste realtà.
  • Per rendere il tutto ancora più corale e per rendere al meglio il taglio da documentario, il regista  Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (Un altro bel nome da #controlaltcanc) decise di optare per l’utilizzo di gente comune al posto degli attori. A parte qualche attore di teatro, il film è stato recitato da non professionisti.
  • Nel film vi è una scena in particolare in cui si mostra un sacrificio animale tramite sgozzamento; quella scena, generalmente, crea disgusto nel pubblico moderno molto più della carrozzina che rotola giu verso la scalinata. Al momento dell’uscita del film invece, la scena della carrozzina scatenò vere e proprie crisi di panico, mentre nessuno ricordò le scene dei sacrifici animali: questo perchè quando fu girato la gente sgozzava agnellini come se non ci fosse un domani tutto il giorno, mentre la morte di persone era quasi sempre rappresentata fuori campo. Questo non significa che il restante secchio e mezzo di immagini di rivoluzionari, donne e bambini uccisi ci lasci indifferenti; Semplicemente è curioso quanto tutto sia soggettivo a seconda dell’epoca in cui si vive. Una cosa tipo così

 

Corazzata Potemkin 2

  • Ėjzenštejn (Nomi facili per gente facile) vedeva il montaggio come re della pellicola, ed è tramite quello che da ritmo alla storia. Può essere divertente concentrarsi su come sia stato utilizzato per creare movimento e suspance.
  • Il regista ha coniato per alcune scene il neologismo “Cinepugno” (Non chiedetemi come sia in russo, non potrei neanche scriverlo. Non potrei neanche leggerlo. Non potrei neanche immaginarlo.): sostanzialmente sono immagini che hanno lo scopo scuotere lo spettatore fino a sdegnarsi a tal punto da capire e appoggiare la rivoluzione bolscevica. Preparatevi, alcune immagini sono Pulp, molto pulp, pure troppo.

Corazzata Potemkin 3

(Pfff. Dilettanti.)

  • Sempre a esaltazione degli ideali rivoluzionari, è sì un singolo marinaio a dare inizio alla rivolta (Lamentandosi della carne guasta, con i vermi), ma la vera rivoluzione si avrà quando tutti gli altri si saranno uniti a lui (dopo la sua morte) e alla lotta. Il senso quindi è “Anche una singola persona può cambiare le cose, ma se lottiamo uniti siamo inarrestabili”.
  • Il film fu montato A MANO in soli 12 giorni (Capito, figli di final cut???) e Einz…Ejz…va bhe avete capito, quello li, dovette terminarlo in sala mentre veniva proiettato (Particolare  Sbleuhz: Si narra che, avendo finito la colla, utilizzò la sua saliva.).
  • Fu distribuito nel 1925 in tutta l’europa orientale, mentre grazie a tutte quelle belle gentaglie che dominavano l’europa occidentale nel periodo delle guerre mondiali, arrivò in italia solo nel 1950.
  • In Fantozzi, il regista non riuscì ad ottenere i diritti per la Corazzata, e così la famigerata scena dei 92 minuti di applausi utilizzò immagini molto simili all’originale ma girate ad Hoc dalla crew di Luciano Salce. Nel mix surreale e comico della scena è un dettaglio che viene facilmente perso, ma difatti il titolo della pellicola nel film è il seguente:

Corazzata Potemkin 4

Che poi è come avrei scritto io sia il titolo che il regista, data la mia ignoranza.

 

Bene care nonnine, andate e visionate e fatemi sapere!

E se questo post vi è piaciuto…condividete!

corazzata-1

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2Commenti

  • Dr. Dealgood

    Quando si parla di un lavoro costato lacrime, sangue e sudore e saliva…
    Il problemone di questa pellicola è la sua diffusione; Fantozzi lo danno almeno un paio di volte l’anno, ad orari umani; risultato: nove persone su dieci conoscono la gag della cagata pazzesca. La Corazzata vera e propria quando la trasmettono? Praticamente mai se non ad orari da metronotte; Come farsi una cattiva reputazione senza neanche alzare un dito.
    Io stesso l’ho visto solo per puro caso, tornando a casa dopo una serata di bagordi: accendo la tv, rimango un attimo perplesso e poi penso “Ma sono ubriaco oppure questa è la Corazzata Potemkin?”. Invece ero ubriaco E quella era la Corazzata Potemkin.

  • Leo

    Bellissima guida Luss! Mi hai fatto venire voglia di guardare per la prima volta il film… Se trovo nella mia ignoranza come recuperarlo.

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